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IL RICHIAMO DELLA FORESTA

All’ombra di un faggio gigante
sedevo assorto e lontano miravo
valli distese e lor dolce oscillare.
Sedevo un tappeto di foglie
e udivo l’acuto cantare
e gli innumerevoli suoni
d’uccelli stanchi di volare.
Sedevo e immaginavo,
tra l’alte erbe di quelle valli,
i mondi che mi son nascosti,
i lor misteri e i loro molti inganni.
Sedevo all’ombra di quel faggio.
E tutto intorno si taceva.


Poi mi sono svegliato in un ostello di periferia, quello che mi aspettava, se possibile, era ancora meglio: attraversare in bicicletta, un pezzo di territorio apprezzabile a colpo d'occhio sulle carte geografiche appese nelle aule delle elementari. Quel tratto dove il rosa dell'Emilia Romagna diventa il verdino della Toscana ed è tutto un pochino più scuro perché ci sono le montagne. L'obbiettivo è semplicissimo andare da Bologna a Firenze svalicando l'Appennino ...e che ci vuole, basta fare il Passo della Futa, NO stolti!! La comitiva assai variopinta ha bandito le strade asfaltate. Il plotone era in procinto di affrontare la Via degli Dei, che ci avrebbe portato a scarpinare su sentieri arditi e guidare su discese alquanto tenni'he, tra infidi affioranti apparati radicali, chiari freschi e dolci guadi, scivoloso macigno appenninico e abbondanti manti di foglie scricchiolanti. Raggiungendo assolate vette e proseguendo su scorraggianti perdite di quota. Attraversando nebbiose e magiche faggete, solcando mari di brillantissimo verde e l'antico lastricato della Flaminia Militare. 
Due fantasmagoriche giornate di bicicletta intervallate da un selvaggio bivacco traboccante di #campvibez. 
Centotredici chilometri, tremilanovecentoottantacinque metri di dislivello positivo, una birra per ogni paese attraversato, sessanta fotos.

LUCCA-MARE



L'altra domenica siamo andati al mare..il Cuoco e Fano in sella alle loro mtb Scapin, una meglio dell'altra, io assaggiando per la prima volta il sapore del ciclocross con il mio inseparabile 47/16 fisso.. la Lino. Per raggiungere il Mar Tirreno abbiamo scelto l'argine del Serchio (lato sinistro) abbiamo guadato un paio di volte piccoli affluenti e fatto passaggi improbabili sotto ponti e ferrovie ma non abbiamo mai messo le nostre ruote sull'asfalto solo fango, neve e sabbia... eravamo talmente nella macchia che non sono mancati incontri con daini e cinghiali... è stato veramente divertente e abbiamo colto l'occasione per studiare qualche modifica al percorso della SerchioCountryRace.. siamo tornati a buio per strada normale totalizzando circa 30 km di sterrato e 25 di asfalto ..quest'anno c'è stata un po di pigrizia d'inverno, ma come prima uscita direi che non c'è male!

SURVIVING THE DEATH RACE




Nel luglio del 2009 negli Stati Uniti è stata organizzata questa pazza garetta..Ci piacerebbe proprio metter su qualcosa del genere.. magari nella nostra amata Garfagnana.. vedremo..